C’è una scadenza che molte aziende stanno sottovalutando, e manca poco. Dal 16 settembre 2026 il formulario di identificazione dei rifiuti in formato cartaceo non sarà più ammesso per chi è iscritto al RENTRI: diventa obbligatorio il FIR digitale. Finisce il periodo di “doppio binario” che dal 13 febbraio permetteva di scegliere tra carta e digitale, e da quella data ripartono anche le sanzioni, oggi sospese. Per chiunque produca, trasporti o gestisca rifiuti (anche una semplice officina o un laboratorio) la gestione rifiuti con il RENTRI cambia in modo concreto. Vediamo cosa significa e come arrivare pronti.
Cos’è il RENTRI
Il RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti) è il sistema digitale istituito con il D.M. 4 aprile 2023, n. 59, in attuazione dell’art. 188-bis del D.Lgs. 152/06. Il suo scopo è digitalizzare l’intera tracciabilità dei rifiuti: dalla produzione al trasporto fino allo smaltimento.
In pratica, il RENTRI sostituisce la gestione cartacea di due documenti chiave: il registro di carico e scarico e il formulario di identificazione dei rifiuti (FIR). Entrambi migrano su una piattaforma digitale nazionale, con l’obiettivo di rendere i controlli più rapidi e ridurre gli illeciti nella filiera dei rifiuti.
Chi è obbligato a iscriversi al RENTRI
L’obbligo è scattato in fasi successive, in base alla dimensione dell’impresa e al tipo di rifiuti prodotti. Le principali finestre di iscrizione sono state:
- Dal 15 dicembre 2024, grandi produttori di rifiuti pericolosi, trasportatori, gestori di impianti di smaltimento e recupero
- Dal 15 giugno 2025, produttori con un numero di dipendenti compreso tra 10 e 50
- Dal 15 dicembre 2025, produttori di rifiuti pericolosi fino a 10 dipendenti e altri soggetti minori, con termine ultimo il 13 febbraio 2026
Un punto importante: l’obbligo di iscrizione scatta nel momento in cui si produce il primo rifiuto pericoloso. Anche una piccola attività ( un’officina meccanica, un laboratorio, uno studio odontoiatrico ) può rientrare tra i soggetti obbligati senza esserne consapevole.
La scadenza del 16 settembre 2026: cosa cambia
È il passaggio decisivo. La Legge n. 26 del 27 febbraio 2026 (conversione del Milleproroghe) ha introdotto un periodo transitorio di “doppio binario” dal 13 febbraio al 15 settembre 2026: durante questa fase, gli operatori iscritti possono scegliere se emettere il FIR in formato digitale o cartaceo.
Questa flessibilità termina il 15 settembre. Dal 16 settembre 2026:
- Il FIR digitale diventa l’unica modalità ammessa per i soggetti iscritti al RENTRI
- Non è più possibile utilizzare il formulario cartaceo in alternativa
- Ripartono le sanzioni, finora sospese, per la mancata o incompleta trasmissione dei dati
Il registro di carico e scarico digitale, va ricordato, è già obbligatorio: chi è iscritto deve trasmettere i dati al RENTRI entro la fine del mese successivo all’ultima registrazione.
C’è poi un obbligo che esisteva già da prima del RENTRI, ma che ora acquista un peso diverso: la registrazione di carico e scarico va effettuata entro dieci giorni lavorativi dalla produzione del rifiuto (o dallo scarico). Non è una novità normativa, questo termine era in vigore anche con il registro cartaceo. La differenza è che, con il RENTRI, la data di registrazione è tracciata digitalmente dal sistema. Prima la annotava l’operatore a mano; oggi il timestamp è certo e verificabile in caso di controllo. Per molte microimprese, abituate a registrare gli scarichi con una certa elasticità, è un cambio di abitudini importante.
Il nodo della filiera: perché non basta adeguarsi da soli
C’è un aspetto tecnico che molte aziende scoprono troppo tardi. La modalità del FIR, digitale o cartacea, è determinata dal produttore del rifiuto e si applica all’intera filiera.
Questo significa che se un’azienda adotta il FIR digitale, anche il trasportatore e l’impianto di destinazione devono gestire lo stesso documento in formato digitale. Se anche un solo anello della catena non è pronto ( il trasportatore non riesce a firmare digitalmente, l’impianto non completa la ricezione ) il rifiuto non può partire, oppure il formulario resta sospeso e il registro non si aggiorna correttamente.
Dal 16 settembre, quando il digitale diventa obbligatorio per tutti gli iscritti, questo coordinamento non è più un’opzione: è una condizione operativa. Verificare per tempo che i propri fornitori siano allineati evita blocchi improvvisi.
Cosa si rischia dal 16 settembre
Con la fine della sospensione, tornano applicabili le sanzioni previste dall’art. 258 del D.Lgs. 152/06. Il quadro comprende, tra l’altro, sanzioni amministrative per la mancata o incompleta trasmissione dei dati al RENTRI e per la mancata o irregolare iscrizione, con importi differenziati tra rifiuti pericolosi e non pericolosi.
Le violazioni più gravi restano quelle legate al trasporto: il trasporto di rifiuti senza formulario o con dati incompleti è sanzionato in modo significativo, e per i rifiuti pericolosi può assumere rilevanza penale. Gli importi esatti sono definiti dall’art. 258 e vanno verificati sul testo vigente, ma il principio è chiaro: dal 16 settembre la tolleranza finisce.
Come prepararsi: le azioni concrete
Il periodo che resta va usato per adeguarsi con calma, non all’ultimo momento. Le azioni utili per una PMI:
- Verificare di essere iscritti al RENTRI, se si producono rifiuti pericolosi
- Attivare l’emissione del FIR digitale già ora, sfruttando il doppio binario per testare i processi senza pressione sanzionatoria
- Controllare che trasportatori e impianti di destinazione siano allineati al digitale
- Organizzare la trasmissione dei dati del registro entro le scadenze mensili
- Verificare il versamento del contributo annuale di iscrizione, dovuto entro il 30 aprile di ogni anno
Come PGE affianca le aziende sulla gestione rifiuti
Con 30+ anni di esperienza sul campo, PGE S.a.s. supporta le aziende nella gestione rifiuti e negli adempimenti RENTRI: verifica dell’obbligo di iscrizione, attivazione del registro e del FIR digitale, organizzazione della trasmissione dei dati e coordinamento con la filiera.
La gestione ambientale rientra nel servizio HSE integrato: lo stesso interlocutore che segue il DVR, il ruolo di RSPP e le autorizzazioni ambientali (AUA, AIA) coordina anche gli adempimenti sui rifiuti, evitando che una scadenza passi inosservata. Operiamo a Milano e in tutta la Lombardia.
La tua azienda è pronta per il 16 settembre?
Tra obbligo di iscrizione, FIR digitale e allineamento della filiera, molte PMI non hanno un quadro chiaro della propria posizione sui rifiuti.
PGE S.a.s. offre un check-up HSE gratuito per le PMI della Lombardia: una verifica preliminare della gestione rifiuti e della conformità complessiva, senza impegno.
Richiedilo su pgeconsulenza.com oppure chiamaci al +39 338 565 9286.

